TRATTAMENTO DELLA IPERPLASIA PROSTATICA E PROSTATITI CON ULTRASUONI AD ALTA FREQUENZA E MAGNETOTERAPIA

TRATTAMENTO DELLA IPERPLASIA PROSTATICA E PROSTATITI  CON ULTRASUONI AD ALTA FREQUENZA  E MAGNETOTERAPIA

PROSTATITE  LUTS ED  IPB

Introduzione

I’epidemiologia dei sintomi del tratto urinario inferiore, indicativi di un’iperplasia prostatica benigna (Urinary Tract Symptoms Suggestive of Benign Prostatic Hyperplasia (BPH-LUTS) e Disfunzione erettile e BPH-LUTS

Diagnosi istologica : Aumento abnorme delle cellule epiteliali e stromali. La BPH può essere associata a sintomi del tratto urinario inferiore, progredisce con l’età.

 

Fisiopatologia dell’iperplasia prostatica benigna (BPH):

La BPH viene definita in termini istologici come un processo patologico caratterizzato dall’iperplasia di cellule stromali ed epiteliali avente inizio nella zona periuretrale della prostata.

Componenti sottostanti:
Statici: aumento delle dimensioni della prostata
Dinamici: aumento del tono della muscolatura liscia

L’evidenza istologica di BPH non sempre è correlata ai LUTS, le dimensioni della prostata non sempre sono correlate alla gravità dei sintomi. Le dimensioni della prostata aumentano con l’età,

Peso della prostata di un essere umano adulto all’autopsia in base alla classificazione patologica:

Fascia di età, anni Normalea

Peso medio ± DS

BPHb

Peso medio ± DS

21-30 21,3 ± 6,5
31-40 20,8 ± 5,4
41-50 20,5 ± 5,7 28,8 ± 5,6
51-60 19,8 ± 4,3 27,3 ± 8,2
61-70 20,6 ± 7,4 34,9 ± 18,8
71-80+ 18,3 ± 5,5 40,5 ± 30,3

Fascia di età, anni                                                          Normale a                                                       BPH  b

Peso medio ± DS

Peso medio ± DS

 

 

Inizialmente si riteneva che i LUTS fossero associati all’ingrossamento della prostata, alla compressione e ostruzione uretrale e alla vescica irritabile e descritti come LUTS secondari a BPH o BPH-LUTS.

I LUTS invece presentano un’eziologia complessa in cui sono coinvolti diversi fattori e non tutti gli uomini con BPH hanno LUTS e non tutti i pazienti con LUTS hanno BPH. I LUTS della fase di svuotamento e della fase di riempimento sono comuni a entrambi i sessi, il che indicherebbe che i LUTS possano essere indipendenti dalla prostata. I LUTS  della fase di svuotamento: componenti statiche e dinamiche,entrambe le componenti vengono definite BPH e quindi è possibile aspettarsi una modesta correlazione tra le dimensioni della prostata, la BPH e i LUTS.

I LUTS  della fase di riempimento: associati alla disfunzione vescicale, spesso secondaria a BPH Strettamente correlati all’iperattività sottostante del muscolo detrusore. Inizialmente si riteneva che i LUTS fossero associati all’ingrossamento della prostata, alla compressione e ostruzione uretrale e alla vescica irritabile

Descritti come LUTS secondari a BPH o BPH-LUTS

 

I LUTS invece presentano un’eziologia complessa in cui sono coinvolti diversi fattori

Non tutti gli uomini con BPH hanno LUTS e non tutti i pazienti con LUTS hanno BPH

I LUTS della fase di svuotamento e della fase di riempimento sono comuni a entrambi i sessi, il che indicherebbe che i LUTS possano essere indipendenti dalla prostata

 

LUTS  della fase di svuotamento: componenti statiche e dinamiche

Entrambe le componenti vengono definite BPO e quindi è possibile aspettarsi una modesta correlazione tra le dimensioni della prostata, la BPO e i LUTS

 

LUTS  della fase di riempimento: associati alla disfunzione vescicale, spesso secondaria a BPO

Strettamente correlati all’iperattività sottostante del muscolo detrusore

 

Fattore di rischio/condizione comorbilità Meccanismo
Età Disfunzione vascolare

Riduzione segnale eNOS
Aumento segnale RhoA/Rho-k

Diabete, sindrome metabolica, obesità, stile di vita sedentario Iperattività del SNA

Stimolazione insulina/fattore di crescita IGF

Disfunzione vascolare

Patologia cardiovascolare aterosclerotica, ipertensione Disfunzione vascolare

Riduzione segnale eNOS

Iperattività del SNA

 

Condizioni infiammatorie Secrezione di citochine delle cellule epitelialiliali
/stromali

 

SOMMARIO

Abbiamo arruolato 45 pazienti, con età variabile dai 38 ai 75 anni, affetti da IPB, Prostatite e LUTS con PSA nella norma e PSA con valore oscillante da 2,5 ng/ml  a circa 10ng/ml ( cosiddetta zona grigia ).Il volume prostatico oscillava da i 28 ai 115 ml . I pazienti in numero di 9 con volume ai limiti alti della norma ( da 28 ai 35 ml) appartenenti ad una fascia di età dalla terza alla quinta decade di vita, con sintomatologia cronica da sei mesi ad alcuni anni con sindrome disurica, spesso dolorosa, associata o meno a pollachiuria e nicturia, una volta inquadrati nosologicamente come prostatodinia e prostatiti croniche oggi inquadrati nella più larga fascia nosologica quale la sindrome dolorosa pelvica cronica. I restanti 34 pazienti con volume prostatico dai 40 ai 115 ml appartenevano ad una fascia di età dalla sesta all’ottava decade di vita. La sintomatologia che presentava questo gruppo di pazienti era sovrapponibile a quella del gruppo dei più giovani ma diversi pazienti più anziani, nella loro anamnesi presentavano ripetuti episodi di cistiti, alcune anche emorragiche e di ritenzione acuta di urine che in alcuni casi erano stati trattati con cateterismo vescicale. All’inizio dello studio abbiamo diviso i nostri pazienti in due gruppi di 23 e 22 distribuendo equamente i 9 pazienti più giovani nei due gruppi. Ad entrambi i gruppi abbiamo somministrato una terapia farmacologica con :Serenoa  repens , Epilobio Ayuga reptans e vitamina E al dosaggio di una compressa di un grammo al giorno ( PYGEA di RDF PHARMA ) per un periodo di 8 mesi ( durata dello studio ) e bromelina e PEA al dosaggio rispettivamente di 200 e 300 mg ( BROMOPEA cpr orosolubili di RDF PHARMA ) una cpr al giorno per 3 mesi. All’inizio dello studio a tutti i pazienti abbiamo somministrato 1 grammo di ciprofloxacina al giorno per 15 giorni.

Al gruppo di 22 pazienti abbiamo somministrato anche terapia strumentale quale la  magnetoterapia  rigenAct portatile trans pubica e trans perineale ad alta frequenza, con magnetometro portatile all’intensità di 200 Gauss per bioaccessorio,per una durata giornaliera oscillante dai 60 minuti alle tre ore circa.

La modalità di somministrazione è risultata molto semplice, veniva praticato mediante un terminale, da noi fornito ai pazienti, costituito da un vero è proprio bio slip da indossare per motivi igienici al di sopra dell’intimo del paziente stesso ( magnetoterapia trans pubica e trans perineale) e da una piastra rettangolare di circa 120 cmq che veniva fissata in zona sovra pubica al di sotto della mutandina dello stesso paziente  (magnetoterapia trans pubica e/o trans vescicale ). I due terminali di materiale bio ceramico erano collegati mediante cavi al generatore elettromagnetico rigenAct portatile,  ed usato dai pazienti durante la loro normale attività quotidiana.

Tutti i pazienti sono stati sottoposti a visita urologica ed ecografia dell’addome inferiore con misurazione  del residuo urinario post minzionale mensilmente, ogni due mesi a dosaggio del PSA. Uroflussimetria  ad inizio studio ed alla fine dello stesso dopo 8 mesi.

 

RISULTATI

Dei 45 pazienti, 4 sono usciti dallo studio per scarsa compliance allo studio. I restanti 41 pazienti ( 19 del gruppo con aggiunta di elettrostimolazione mafìgnetica e 22 sel gruppo con solo terapia farmacologica) hanno portato a termine  il periodo di trattamento. I pazienti del gruppo cosiddetto di controllo, con solo terapia farmacologica  multimodale hanno ottenuto una riduzione della sintomatologia anche dolorosa molto lentamente con riduzione della frequenza minzionale diurna e notturna verso la 4 settimana di trattamento, ecograficamente si apprezzava riduzione dell’iper ecogenicità della ghiandola e dei tessuti periprostatici  valutabile in modo lieve, (su di una scala di valori da lieve- moderata -elevata). Non significativa nei primi mesi dello studio la riduzione del volume ghiandolare. All’esplorazione digito rettale (EDR) la prostata si apprezzava lievemente miglorata nei parametri comunemente  rilevati. Certamente l’EDR risultava meno dolorosa rispetto all’esplorazione ad inizio studio.

Nei pazienti che alla terapia farmacologica in aggiunta hanno ricevuto la terapia strumentale elettromagnetica si è subito notato nel corso dello studiom una rapida e costante riduzione della sintomatologia disurica, del dolore e della pollachiuria, meno la nicturia che persisteva in egual misura come nel gruppo di controllo. L’esame ecografico evidenziava invece un netto miglioramento della struttura ghiandolare con riduzione dell’iper ecogenicità già al secondo mese e con la quasi totale assenza lla fine dello studio dell’imbibizione e/o infarcimento ( congestione) dei tessuti periprostatici e soprattutto riduzione del volume prostatico che a 2 mesi era del 15% ed a fine studio del 45% circa. L’EDR confermava tali dati con superficie lisca, di consistenza elastica e riduzione del volume ghiandolare. L’uroflussimetria finale praticata a tutti i pazienti mostrava un netto miglioramento del flusso con tempi di flusso massimo ridotti del 60% e tempo minzionale al di sotto di 50 secondi per volume urinario superiore a 400 ml. In 4 pazienti con elevato volume ghiandolare all’inizio dello studio persisteva un residuo urinario superiore ai 50 ml, ma certamente migliorato rispetto ai valori di inizio trattamento. Il PSA alla fine del trattamento risultava nella norma nel 78% dei pazienti e solo il 22% di essi presentava valori tra 3 e 4.5 ng /ml.

 

IPOTESI DI LAVORO

Rigenerazione  tessutale

Abbiamo intenzione di indagare perché la terapia strumentale con Ultrasuoni DOLCONTROL e la magnetoterapia rigenAct portassero ad una risoluzione più rapida della riduzione di volume  della prostata e/o iperplasia . La nostra ipotesi di lavoro è quella dell’acidosi tessutale, per alterazione dell’equilibrio acido-base  al principio della malattia e che viene ad instaurarsi in seguito ai diversi insulti che possono venire da infezioni, malattie dismetaboliche, fumo, dieta inappropriata ecc.. l’acidosi tissutale provoca alterazioni microstrutturali dei tessuti con attivazione dei fattori dell’infiammazione e di crescita che portano alla formazione del processo fibroplastico a carico della zona transizionale prostatica. Difatti ,è noto da tempo, che i processi vitali degli organismi animali hanno luogo solo se il pH è stabile con lieve  viraggio verso l’alcalinità. L’equilibrio acido-basico è parte di tutti i processi funzionali e risulta alterato in ogni manifestazione patologica, quando troviamo virato l’equilibrio verso l’acidosi. Anche in assenza di patologie manifeste il metabolismo cellulare produce scorie acide che devono essere tamponate ed eliminate. In un organismo sano polmoni ( tampone acidi volatili) sangue ( pH del sangue ) e reni ( tampone acidi fissi ) si occupano di questo fondamentale processo per la salute e il buon funzionamento dell’organismo stesso. Scendendo a livello microstrutturale, le scorie acide in eccesso vengono parcheggiate temporaneamente nella matrice extracellulare per essere successivamente eliminate. La matrice extracellulare  in presenza di fattori tossici acidi sia endogeni ( tra questi fattori gioca un grande ruolo il processo dell’infiammazione) sia ambientali, si cristallizza in forma di gel e tende a trattenere liquidi per diluire l’acidità. Questo evento provoca un rallentamento di tutte le funzioni svolte dalla matrice stessa comprese quelle inerenti gli scambi cellule-matrice. L’infiammazione  (fattore tossico endogeno) a livello cellulare e della matrice extracellulare , e nel nostro caso specifico a carico delle mio- fibrille ricche di matrice extracellulare , genera acidosi tissutale con conseguenza riduzione e/o scomparsa della matrice intercellulare innescando un processo di alterazione tissutale della muscolatura. Processo noto come rabdomiolisi. Il fenomeno è innescato dall’alterazione dell’equilibrio acido-basico e conseguenzialmente della proliferazione cellulare innescata dai prodotti dell’infiammazione mastociti, interleukina 1 e 6 e fattore di crescita con risultato finale dell’iperplasia prostatica.

La terapia strumentale con ultrasuoni DOLCONTROL e magnetoterapia rigenAct è capace di ripristinare l’equilibrio acido-base, nel nostro caso a carico dei tessuti fibro-muscolari  prostatici e delle strutture viciniori. Accelera il processo riparativo e  rigenerativo micro strutturale  . Tale nostra ipotesi per essere confutata necessita di ulteriori studi anche a livello ultra strutturale, pensiamo anche con biopsie mirate dello stesso tessuto adeno/fibromatoso. Certamente il nostro studio attualmente interessa una piccola parte di pazienti ed un periodo osservazionale ancora limitato e che proprio per tale motivo necessita di un molto più ampio numero di pazienti.

In conclusione però ci sentiamo di affermare che il trattamento delle patologie prostatiche benigne e/o pseudo tali con magnetoterapia rigenAct trans perineale e transvescicale, metodica non invasiva, ripetibile ed auto somministrata dallo stesso paziente trova una sua validità aprendo nuovi scenari riducendo l’utilizzo di farmaci quali gli inibitori degli alfa-riduttasi, che spesso tra i suoi effetti collaterali suscitano severe alterazioni della  libido ed alterazione del delicato processo erettivo. Certamente in campo urologico una nuova opportunità non chirurgica per la cura delle patologie prostatiche e del pavimento pelvico.