TRATTAMENTO DELLA MALATTIA DI LA PEYRONIE CON ULTRASUONI AD ALTA FREQUENZA E MAGNETOTERAPIA

TRATTAMENTO DELLA MALATTIA DI LA PEYRONIE CON ULTRASUONI AD ALTA FREQUENZA E MAGNETOTERAPIA

Genesi della Malattia di La Peyronie

Introduzione 
Nel 1743, Françoise de La Peyronie descrisse il caso di un paziente con “tessuto cicatriziale a corona di rosario che gli causava un incurvamento in avanti del pene,durante l’erezione”. La condizione a cui si riferiva è nota attualmente come malattia di La Peyronie. In Europa, la malattia si chiama induratio penis plastica (IPP). E’ il risultato di una lesione della tunica albuginea dei corpi cavernosi, che funzionalmente ne impedisce l’espansione locale durante l’erezione, causando l’incurvamento del pene. L’IPP è stata denominata anche fibromatosi peniena. L’incidenza sintomatica dell’IPP è di circa l’1%.Stiamo raccogliendo però dati per stabilire l’incidenza asintomatica nei pazienti esaminati per altre patologie genito-urinarie che presentano una placca palpabile ed incurvamento penieno. La lesione dell’IPP è una cicatrice che contiene una grande quantità di fibrina, ma ancora non è conosciuta con certezza l’eziologia.Al momento due sono le teorie più accreditate.

1) Ipotesi genetica, in quanto alla IPP spesso si associa la contrattura di Dupruytren, e che isto-patologicamente risulta simile e per la quale è riconosciuta una ereditarietà autosomica dominante con gene ad espressività variabile.

2) Ipotesi autoimmune: Si concorda ormai sulle fasi del meccanismo patogenetico dell’IPP. Vasculite dell’albuginea >Essudazione plasmatica >Fibrinolisi insufficiente >Attivazione dei fibroblasti cheloidi sub fasciali.I diversi stadi patologici della malattia (infiammatori e della sclerojalinosi stabilizzata) si susseguono a pousses progressive nella storia naturale dell’IPP, che ha quindi caratteristiche evolutive incostanti anche se progressive.

 

 

SOMMARIO
Abbiamo arruolato 30 pazienti, con età variabile dai 38 ai 69 anni, affetti da IPP – malattia di La Peyronie, di questi pazienti 7 di essi presentavano malattia stabilizzata, 10 pazienti con patologia alla prima diagnosi (esordio) e 13 pazienti con patologia mai trattata. A tutti i pazienti veniva somministrata terapia farmacologica multimodale con Infiltrazioni intra e peri placca di acido ialuronico ,20 mg, una volta la settimana per sei mesi, a terapia orale con anti ROS al dosaggio di bis in die per 6 mesi, e stretching penieno con Vacuum per 30 minuti /die . Abbiamo infine suddiviso i pazienti in due gruppi di 15 ognuno, dei quali il primo gruppo con terapia farmacologica multimodale ed un secondo gruppo di pazienti cui abbiamo somministrato oltre che la terapia farmacologica multimodale, anche la terapia strumentale con Ultrasuoni DOLCONTROL con testina focalizzata e Magnetoterapia rigenAct portatile a 200 Gauss. In effetti i pazienti con solo terapia farmacologica multimodale e stretching ( terapia attualmente nei protocolli della Società italiana di Andrologia e di varie istituzioni internazionali )fungevano da gruppo di controllo.

 

Gli Ultrasuoni DOLCONTROL con testina focalizzata venivano somministrati per via transcutanea con manipolo direttamente sulla placca previa applicazione cutanea di gel conduttore, per un intervallo di tempo di 10 minuti ogni 4 giorni per 6 mesi e Magnetoterapia rigenAct portatile mediante terminale-conduttore con filamenti di bio ceramica a forma di m, applicato direttamente intorno e sulla placca fibrosa per un’intensità di 200 Gauss per un tempo variabile da 20 minuti a 2 ore al giorno. Nel caso della Magnetoterapia rigenAct portatile c’è da aggiungere che ai pazienti veniva fornito un magnetometro portatile di facile uso per l’auto somministrazione, mentre gli ultrasuoni venivano somministrati in ambulatorio medico da personale esperto. Lo studio ha avuto la durata di sei mesi, durante tutto il periodo i pazienti dei due gruppi venivano sottoposti mensilmente a visita andrologica ed ecografia dei corpi cavernosi del pene e RMN alla fine dello studio.

Tutti i pazienti hanno portato a termine il periodo di trattamento e nessuno di essi è uscito dallo studio. I pazienti del gruppo cosiddetto di controllo, con solo terapia farmacologica multimodale hanno ottenuto una riduzione della sintomatologia dolorosa ed una riduzione della consistenza e del volume della placca di La Peyronie in modo meno rapido e marcato rispetto al gruppo cui veniva somministrata la terapia strumentale in aggiunta a quella farmacologica. In massima parte ( 80% di essi ) presentava una scomparsa del dolore circa dopo 8 settimane di trattamento e solo il 20% di essi una riduzione del volume e della consistenza della placca fibroplastica. Di contro nel gruppo di pazienti sottoposti anche a terapia strumentale con DOLCONTROL con testina focalizzata e Magnetoterapia rigenAct la scomparsa della sintomatologia dolorosa avveniva nel corso della terza settimana di trattamento ( 70% circa dei pazz. ) e la riduzione del volume e della consistenza della placca fibroplastica si apprezzava già alla quinta settimana di trattamento( 55% circa dei pazz. ). Il tutto confermato non solo dalla visita andrologica periodica ma anche dall’ecografia dei corpi cavernosi e dalla RMN peniena eseguita quest’ultima a tutti i pazienti a sei mesi. Al termine dello studio i pazienti del gruppo con aggiunta di terapia strumentale con ultrasuoni DOLCONTROL con testina focalizzata e Magnetoterapia rigenAct alta frequenza mostravano una riduzione della placca fibroplastica in una percentuale oscillante dal 40% al 74% con una riduzione della curvatura media del 27%.

 

Nei pazienti del gruppo di controllo non assistevamo in modo rapido ad una riduzione della compattezza della placca da IPP e riduzione della iper ecogenicità della stessa placca e dei tessuti ad essa circostanti né in modo eclatante della riduzione del suo volume. Però anche i pazienti di questo gruppo al termine dello studio mostravano miglioramento dei parametri di cui sopra ma in modo meno eclatante. Nei pazienti del gruppo con terapia con DOLCONTROL con testina focalizzata e Magnetoterapia rigenAct alta frequenza al termine dello studio si assisteva ad una progressiva riduzione della compattezza e del volume, sub millimetrica, fino a non apprezzarla clinicamente ma solo strumentalmente ( con esame ecografico ). Alla visita andrologica si ha la percezione che in quell’area vi è stato un processo fibrotico perché all’erezione persiste un incurvamento del pene. Ad oggi tutti i pazienti si sottopongono al follow-up bimestrale con visita ed ecografia, nessuno di essi di questo gruppo ha richiesto la correzione chirurgica dell’incurvamento, manifestando buona soddisfazione dei risultati attualmente raggiunti.

 

 

IPOTESI DI LAVORO
Rigenerazione tessutale

Abbiamo intenzione di indagare perché la terapia fisica con Ultrasuoni DOLCONTROL con testina focalizzata Magnetoterapia rigenAct alta frequenza portassero ad una risoluzione più rapida della riduzione di volume e della compattezza della placca fibrotica. La nostra ipotesi di lavoro è quella dell’acidosi tessutale, per alterazione dell’equilibrio acido-base al principio della malattia di La Peyronie che viene ad instaurarsi in seguito ai diversi insulti che possono venire da traumi, malattie dismetaboliche, fumo, dieta inappropriata ecc.. l’acidosi tissutale provoca alterazioni microstrutturali dei tessuti con attivazione dei fattori dell’infiammazione e di crescita che portano alla formazione del processo fibroplastico a carico dell’albuginea e delle miofibrille dei corpi cavernosi. Difatti ,è noto da tempo, che i processi vitali degli organismi animali hanno luogo solo se il pH è stabile con lieve viraggio verso l’alcalinità. L’equilibrio acido-basico è parte di tutti i processi funzionali e risulta alterato in ogni manifestazione patologica, quando troviamo virato l’equilibrio verso l’acidosi. Anche in assenza di patologie manifeste il metabolismo cellulare produce scorie acide che devono essere tamponate ed eliminate. In un organismo sano polmoni ( tampone acidi volatili) sangue ( pH del sangue ) e reni ( tampone acidi fissi ) si occupano di questo fondamentale processo per la salute e il buon funzionamento dell’organismo stesso. Scendendo a livello microstrutturale, le scorie acide in eccesso vengono parcheggiate temporaneamente nella matrice extracellulare per essere successivamente eliminate. La matrice extracellulare in presenza di fattori tossici acidi sia endogeni ( tra questi fattori gioca un grande ruolo il processo dell’infiammazione) sia ambientali, si cristallizza in forma di gel e tende atrattenere liquidi per diluire l’acidità. Questo evento provoca un rallentamento di tutte le funzioni svolte dalla matrice stessa comprese quelle inerenti gli scambi cellule-matrice. L’infiammazione (fattore tossico endogeno) a livello cellulare e della matrice extracellulare , e nel nostro caso specifico a carico delle mio- fibrille dei CC e dell’albuginea ricca di matrice extracellulare , genera acidosi tissutale con conseguenza riduzione e/o scomparsa di acido jaluronico, che innesca un processo di alterazione tissutale della tunica albuginea e muscolare. Processo noto come rabdomiolisi. Il fenomeno è innescato dall’alterazione dell’equilibrio acido-basico e conseguenzialmente della riduzione dei componenti vitali endocellulari fino alla morte cellulare.

La terapia strumentale con ultrasuoni DOLCONTROL con testina focalizzata e Magnetoterapia rigenAct alta frequenza è capace di ripristinare l’equilibrio acido-base, nel nostro caso a carico dei tessuti muscolari dei corpi cavernosi sede di placca ed accelerare il processo rigenerativo cellulare . Però tale nostra ipotesi per essere confutata necessita di ulteriori studi anche a livello ultra strutturale con pensiamo anche con biopsie mirate dello stesso tessuto fibromatoso.